venerdì 18 aprile 2008

Una storia vera, un viaggio nella natura alla ricerca della libertà assoluta: nelle Terre Estreme con Chris McCandless




Non è poi così inconsueto che un giovane si lanci in un'impresa considerata incauta dai più vecchi. Nella nostra cultura, non meno che in altre, l'esporsi al rischio costituisce una sorta di rito di passaggio. Il pericolo ha sempre esercitato un certo fascino. Sostanzialmente è questo il motivo per cui gli adolescenti guidano troppo veloce, bevono troppo e prendono troppe droghe, ed è questo il motivo per cui le nazioni sono sempre riuscite a reclutare ragazzi per le loro guerre.

Devils Thumb in Alaska: un'intrusione di diorite che il lavorio di antichi ghiacciai ha trasformato in una torre di immense e spettacolari proporzioni. Una delle vette al mondo più difficili da scalare. La montagna ha un aspetto particolarmente sinistro: un'enorme pinna di pietra sfaldata, scura e maculata di ghiaccio. (l'autore del libro "Nelle Terre Estreme" Jon Krakauer, la scalerà a 23 anni. Per il racconto dell'impresa vedi Jonathan Krakauer, Eiger Dreams, Anchor, 1997)

Ecco un passaggio della scalata di Jon Krakauer:
A tenermi attaccato alla montagna, a tenermi attaccato al mondo, erano soltanto due sottili chiodi di molibdeno al cromo piantati in un centimetro di acqua congelata. Eppure più mi arrampicavo, più mi sentivo a mio agio. Al principio di ogni scalata, specialmente se solitaria, senti costantemente il richiamo dell'abisso alle spalle, e per resistere devi compiere uno sforzo tremendo e consapevole, non puoi permetterti di abbassare la guardia un solo istante. Il vuoto, col suo canto di sirena, ti fa salire i nervi a fior di pelle, rende i movimenti incerti, goffi, scoordinati. Ma proseguendo la scalata, ti abitui all'esposizione, a stare gomito a gomito col destino, finisci per credere nell'affidabilità delle tue mani, dei tuoi piedi, della tua testa, finisci per fidarti del tuo autocontrollo. [...] un'rresistibile chiarezza di propositi [...] ritmo lento e ipnotio - piccozza, piccozza, rampone, piccozza, piccozza

La foto in alto ed in basso mostra il Cerro Torre, che furono scalate da Jon Krakauer, l'autore di "Nelle Terre estreme". Il medesimo scrittore nel libro "Aria Sottile", racconterà di una sua partecipazione ad una spedizione sull'Everest dove una tempesta colse di sorpresa gli alpinisti uccidendone nove.
Il Cerro Torre è una delle più spettacolari cime del Campo de Hielo Sur, è situato in una regione contesa fra Argentina e Cile, a ovest del Fitz Roy (o Cerro Chalten). La vetta del Cerro Torre è considerata fra le più inaccessibili del mondo perché, qualunque via si scelga, bisogna affrontare almeno 800 metri di parete granitica, per arrivare ad una cima perennemente ricoperta da un "fungo" di ghiaccio. Inoltre le condizione climatiche e meteorologiche della regione sono particolarmente sfavorevoli.


Una società di costruzioni, la Yutan Construction, al fine di costruire la Stampede Trail, la strada che Chris McCandless seguì per addentrarsi nella foresta, acquistò tre vecchi autobus (modello International Harvester degli anni '40), li fornì di cuccette e stufe rudimentali, per ospitare gli operai durante i lavori. Successivamente visto il fallimento del progetto, la strada tornò ad essere impraticabile a causa del permafrost in disgelo e delle inondazioni stagionali, due autobus furono riportati indietro, mentre il terzo, presso il quale troverà rifugio e la morte Chris McCandless, rimase a metà sentiero per offrire rifugio ai cacciatori. Il bus, che tuttora giace arruginito nella radura accanto allo Stampede Trail, ha il motore ovviamente guasto, parecchi finestrini sono rotti o mancano del tutto. La vernice verde e bianca è completamente ossidata e una scritta ormai sbiadita, ma che che si può leggere ancora nella foto qui riportata, indica che un tempo il vecchio autobus apparteneva al trasporto cittadino di Fairbanks, era il numero 142.

ON LOCATION: il regista Sean Penn (a sinistra) e lo scrittore Jon Krakauer di fronte al bus che Chris McCandless usò come campo base e dove purtroppo troverà la morte, a cui indagò la Alaska State Troopers, la polizia di stato. Viluppi di epilobio soffocano gli abitacoli delle ruote e s'insinuano oltre gli assi. Il 142 di Fairbanks è parcheggiato accanto a pioppi tremoli e a una decina di metri dalla cima di una modesta altura, una lingua di terra elevata che sovrasta la confluenza del fiume Sashana e di un affluente più piccolo. L'ambiente è piacevole, aperto e pieno di luce. E' facile capire perchè McCandless ne abbia fatto il proprio campo base. Anche il padre di Chris visitando l'autobus ebbe a dire "Riesco a capire cosa possa aver attratto Chris". Intorno al veicolo sono sparpagliate centinaia di ossicini e migliaia di aculeidi porcospino, resti della piccola selvaggina che costituiva il grosso della dieta di McCandless. A margine di quest'ossario giace uno scheletro più imponente, quello dell'alce che il ragazzo aveva ucciso per poi tormentarsi di rimorso.

Chris McCandless all'interno dell'autobus su un pannello di compensato scrisse, firmandosi Alexander Supertramp Maggio 1992: "Da due anni cammina per il mondo. Niente telefono, niente biliardo, niente animali, niente sigarette. Il massino della libertà. Un estremista. Un viaggiatore esteta la cui dimora è la strada. Scappato da Atlanta. mai dovrai fare ritorno perchè the west is the best. E adesso, dopo due anni a zonzo, arriva la grande avventura finale. La battaglia climatica per uccidere l'essere falso dentro di lui e concludere vittoriosamente il pellegrinaggio spirituale. Dieci giorni e dieci notti di treni merci e autostop lo hanno portato fino al grande bianco del Nord. Per non essere più avvelenato dalla civiltà, egli sfugge, e solo cammina sulla terra per smarrirsi nella foresta"



Christopher Mccandless, era un giovane di 24 anni, quando morì di stenti nelle sperdute terre dell'Alaska. Ha lasciato come testamento questa istantanea, una fotografia ottenuta con l'autoscatto, con la quale bisogna confrontarsi; le gambe accavallate ed una postura rilassata, una camicia di lana spessa o flanella a quadri, gli stivali, la barba incolta ed i capelli disordinati del viaggiatore, l'espressione serena, un sorriso eterno di chi guarda alla macchina fotografica con l'intenzione di lasciare un ricordo sereno; quante volte si indossiamo vestiti scargianti per attirare l'attenzione, colori spesso ottenuti attraverso processi chimici di lavorazione industriale?
Eppure i colori tenui della terra che indossava Mccandless, attirano per la loro semplicità e si confondono perfettamente con il contesto ambientale in cui si trovava, compreso quel bus 142, che per tanti giorni lo ha riparato dal freddo e dalle tormente di neve. Christopher Mccandless, cercava a tal punto di confondersi con Madre Natura, di mimetizzarsi, di essere un tutt'uno, che ha pagato con la vita, diventando cenere e ritornando polvere. Chris aveva ereditato i lineamenti angelici della madre, soprattutto gli occhi, le cui scure profondità rivelavano ogni emozione.
Davanti a questa fotografia, ogni coscienza si confronta volente o meno con i temi ancestrali della libertà dell'essere umano e della sua autenticità; quante persone in carriera, dal dirigente all'operaio sono tanto infelici tanto più sono permeati dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo; certo quest'ultimi sembrano assicurare una pace dello spirito, una agiatezza, che sono però il principio della fine. La vita scorre. Christopher, complice la giovane età e sicuramente una sensibilità rara, non ha accettato il compromesso, che una società come la nostra ormai pretende ed impone, non ha permesso al compromesso di annientarlo, ma ha portato fino agli estremi il pensiero spartano per il quale, i soldi, le comodità, le agiatezze, indeboliscono e rendono impuro l'uomo.
L'autore del libro, Jon Krakauer, visitando l'autobus vi troverà una serie di oggetti che appartenevano a Chris: una borraccia di plastica verde, una minuscola bottiglia di pastiglie per purificare l'acqua, un cilindro consumato di Chap Stick, un paio di pantoloni imbottiti, un'edizione tascabile di O Jerusalem! con il dorso spaccato, guantoni di lana, una bottiglia di repellente per gli insetti Muskol, una scatola di fiammiferi piena, un paio di stivali da lavoro in plastica marrone col nome di Gallien scritto in pallido inchiostro nero sul risvolto (Gallien fu un uomo che gli diede un passaggio e gli regalò degli stivali), un fodero in pelle decorato dalle iniziali R. F. (l'involucro del machete che Ronald Franz diede al giovane), lo spazzolino da denti blu, una scatole di filo interdentale e la capsula d'oro del molare che stando al diario, si sarebbe staccata dal dente dopo tre settimane dall'arrivo. Lo scrittore inoltre trovò due paia di frusti Levi's; uno dei due è rattoppato alla bell'e meglio con nastro adesivo grigio per tubi, sull'altro sono state accuratamente cucite sulle ginocchia e sul sedere pezze di vecchia coperta. Quest'ultimo paio portava anche una cintura ricavata da una striscia di lenzuolo, testimonianza di quando Chris dimagrendo, si sarà trovato a perdere i pantaloni. Gli stessi oggetti che ritroveranno i genitori di Chris quando 10 mesi dopo la morte, decideranno di visitare l'autobus. La madre si sedette sul materasso sui cui era morto il figlio. Il padre sistemò una lapide appena dietro la porta, una semplice placca d'ottone con poche parole commemorative.

Lapide.


Northern view of Denali (Mt. McKinley) and tundra from Stampede Trailhead - Fall 1999. Chris McCandless imparerà a suo spese che, malgrado l'intuito suggerisca il contrario, è l'inverno, e non l'estate, la stagione migliore per avventurarsi a piedi nella foresta, in quanto il terreno in disgelo si trasforma in una tortura di muskeg paludoso e ontano impenetrabile.

Una sezione della fredda Stampede Trail, la strada che condusse Chris McCandless nella foresta. Macchie di ontani e da venature di abeti striminziti. Territorio ondulato e tortuoso. All'estremità dello Stampede Trail, girano parecchi sciatori, appassionati di motoslitte e slitte trainate da cani, ma soltanto fino a marzo o al principio di aprile, quando il ghiaccio sui fiumi comincia a rompersi

L'autobus non è semplice da raggiungere perchè lo Stampede Trail viene tagliato dal Teklanika, un fiume rapido e gelato, e la prospettiva di guadare questo torrente latteo spinge gran parte delle persone a fare dietrofront.
Lo Stampede Trail, la strada che Chris McCandless seguì per addentrarsi nella foresta, si snoda su questo territorio ondulato e tortuoso.
La fotografia sopra e sotto è il fiume Teklanika, che impedirà a Chris il 5 luglio del 1992 di tornare nella civiltà. Quando sessantasette giorni prima aveva guadato il fiume nel rigido clima primaverile, si era trovato di fronte un gelido ma tranquillo corso d'acqua alto fino al ginocchio, ed era bastato passeggiare fino alla riva opposta. Il 5 luglio invece, il Teklanika scorreva freddo e rapido a piena portata, gonfiato dalle pioggie e dal disgelo dei ghiacciai della Catena d'Alaska. L'acqua, resa opaca dai sedimenti glaciali e più calda soltanto di qualche grado rispetto al ghiaccio da cui derivava, aveva il colore del cemento umido. Troppo profondada guadare, emetteva lo stesso suono roboante di un treno merci e in pochi secondi la portentosa corrente avrebbe fatto perdere l'equilibrio al ragazzo e se lo sarebbe portato via.
Fiume Teklanika. Nella bella stagione sono davvero poche le persone che attraversano il Teklanika, gran parte del percorso è indefinito e ricoperto di vegetazione. Subito dopo il fiume, il sentiero curva a sudovest, risalendo il letto di un rapido ruscello e poichè i castori attraverso il ruscello hanno costruito una fitta rete di dighe, il sentiero sbuca direttamente nel mezzo di un'estensione d'acqua grande dodicimila metri quadrati.


Bus's coordinates should be these: ( 63°51′36.13″N, 149°24′50.62″W).

Chris era piccolo e miope, motivo per cui portava occhiali con montatura in metallo. Un gran lavoratore, secondo questa testimonianza "Lavorava sodo, come mai avevo visto in vita mia. Non importava di cosa si trattasse, lui lo faceva e basta: lavoro fisico pesante, togliere il grano marcio o i topi morti dal fondo di un buco, lavoro che ti sporchi così tanto che alla fine della giornata non sai nemmeno più a cosa assomigli. E mai ha lasciato un lavoro a metà: se iniziava qualcosa, doveva finirlo a tutti i costi, sembrava quasi una questione morale. Alex era la classica persona che definiemo "moralmente responsabile". Era abbastanza severo con se stesso."
Chris McCandless, in una foto vera posa con un porcospino in un autoscatto. (Courtesy Of Mccandless Family -- Villard Books Via Associated Press). McCandless aveva sempre avuto un atteggiamento ambivalente verso l'uccisione di animali. Ebbe non pochi rimorsi infatti quando abbattè un alce ed ebbe a dire nel suo diario "Vorrei non aver mai ammazzato l'alce. Una delle più grandi tragedie della mia vita".

Quello che segue è un passaggio evidenziato in uno dei libri rinvenuti con la salma di Chris McCandless:

"Volevo il movimento, non un'esistenza quieta. Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla." LEV TOLSOTJ, La Felicità familiare

Christopher Johnson McCandless se la prese molto quando i genitori dopo la laurea espressero il desiderio di compragli una macchina nuova. La sua auto era in ottimo stato, aveva ribattuto: una Datsun b210 del 1982 a cui teneva molto, essendo un acquisto dell'ultimo anno di liceo. Centoventottomila chilometri e qualche ammaccatura ma meccanicamente perfetta.



Quella di Chris era di colore giallo e aveva preso l'abitudine di usarla nei lunghi viaggi solitari delle vacanze scolastiche. Chris fu costretto ad abbandonarla, non prima di averla privata della targa e di averla nascosta come meglio poteva con una tela cerata marrone (non voleva che la famiglia fosse informata), dopo che una inondazione la travolse. Chris McCandless, ignorando i cartelli che indicavano l'assoluto divieto di guidare fuori strada a causa del pericolo delle inondazioni improvvise (per maggiori informazioni http://www.nps.gov/archive/lame/home.html), si era accampato infatto vicino ad un alveo in secca, dove l'auto fu travolta da un'ondata di acqua marrone, non forte al punto da procurare danni permanenti, ma abbastanza per metterla momentaneamente fuori d'uso.

), che vi ritrovarono dentro una chitarra Gianini (la chitarra che la madre di Chris usava per suonare le ninne nanne per calmare il figlio Chris), un tegame contenente 4 dollari e 93 cent in spiccioli, un pallone da football, un sacchetto dell'immondizia pieno di vecchi indumenti, una canna da pesca con relativa attrezzatura, un rasoio elettrico nuovo, un'armonica a bocca, i cavi della batteria, una decina di kg di riso e, nel vano portaoggetti, le chiavi. Un Ranger riuscì a far partire il motore dopo aver caricato la batteria, e incredibilmente dopo aver constatato che "quell'auto andava come un razzo", la Datsun b210 di Chris venne usata con successo per combattere il traffico di droga.

Nello Zaino di Chris, c'erano libri di scrittori quali Thoreau, Tolstoj e Gogol, Michael Crichton (di questi lesse "Il terminale uomo", Robert Pirsig, Louis L'Amour. Ma quali sono quindi le persone al cui pensiero Chris ha attinto? A chi si ispirava quando, dopo aver abbandonato l'auto fuori uso, bruciò il proprio denaro, un patetico mazzetto di banconote, 123 dollari? Sicuramente Henry David Thoreau e Ralph Waldo Emerson , Tolstoj e Jack London. I primi due filosofi, considerati tra le menti filosofiche più sottovalutate che l'America abbia prodotto, incitavano uno stile di vita in profondo contatto con la natura. Per quanto concerne Tolstoj, così si espresse Chris in una lettera ad un ragazzo che nel corso dei suoi viaggi lo aveva aiutato: "[...] Spero ti abbia portato il libro, perchè Wayne, credimi, dovresti veramente leggere Guerra e pace. Quando ti dissi che hai uno dei caratteri più nobili fra quelli che ho conosciuto, ne ero davvero convinto. E' un libro straordinario e fortemente simbolico, ci sono cose che penso tu capirai, cose che sfuggono a gran parte della gente. Tornando a me, ho deciso che per un po' farò questa vita. Non mi riesce di rinunciare a tutta questa libertà e semplice bellezza. [...]
Henry David Thoreau (Concord, 12 luglio 1817 – 6 maggio 1862) è stato un filosofo e scrittore statunitense. Intrattenne una profonda amicizia con Ralph Waldo Emerson e con altri pensatori trascendentalisti. Nel 1845, per sperimentare una vita semplice e per protesta contro il governo, si stabilì in una piccola capanna da lui stesso costruita presso il lago di Walden. Qui poté dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e all'osservazione della natura. Dopo due anni, nel 1847, lasciò il lago di Walden per vivere col suo amico e mèntore Ralph Waldo Emerson e la sua famiglia a Concord. Nel 1846 Thoreau rifiutò di pagare la tassa che il governo imponeva per finanziare la guerra schiavista al Messico, da lui giudicata moralmente ingiusta e contraria ai principi di libertà, dignità e uguaglianza degli Stati Uniti. Per questo, in seguito, fu incarcerato per una notte (e liberato il giorno successivo quando, tra le sue vibrate proteste, sua zia pagò la tassa per lui). Dopo qualche anno, nel 1849, scrisse il saggio Disobbedienza civile. L'opera fu letta anche da Tolstoj, Gandhi e M. L. King, che da questa trassero ispirazione per la lotta non violenta delle loro campagne. Nel 1854 pubblicò "Walden, ovvero La vita nei Boschi", nel quale descriveva la sua esperienza di vita sul lago Walden. Walden, ovvero La vita nei boschi è il resoconto dell'avventura dell'autore, che dedicò ben due anni (dal 4 luglio 1845 al 6 settembre 1847) della propria vita nel cercare un rapporto intimo con la natura e insieme ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l'utile mercantile.

Cartelli che avvisano del pericolo di inondazioni improvvise, nella LAKE MEAD NATIONAL RECREATION AREA, li dove Chris McCandeless si accampò.

L'auto fu ritrovata dai Rangers lungo il letto del Detrital Wash vicino al lago Mead al al confine tra Nevada ed Arizona (per maggiori informazioni visita il sito Arizona Flood Warning and Drought Monitoring Webpage


Nella foto il Monte Katahdin che Thoreau scalò. L'ascensione dei bastioni selvaggi e terribili benchè bellissimi, lo colpi e lo spaventò, ma lasciò in lui una sorta di vertiginosa soggezione. Quell'inquietudine suscitata dalle alture granitiche del Katahdin ispirò parte degli scritti più efficaci e ne colorò profondamente il pensiero riguardo alla terra e alla sua condizione rude e selvaggia.

Il saggio Disobbedienza Civile di Henry David Thoreau divenne per Chris McCandless una sorta di vangelo.
« La massa degli uomini serve lo stato in questo modo, non come uomini soprattutto, bensì come macchine, con i propri corpi. Essi formano l'esercito permanente, e la milizia, i secondini, i poliziotti, i posse comitatus, ecc. Nella maggior parte dei casi non v'è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece si mettono allo stesso livello del legno e della terra e delle pietre, e forse si possono fabbricare uomini di legno che serviranno altrettanto bene allo scopo. Uomini del genere non incutono maggior rispetto che se fossero di paglia o di sterco. Hanno lo stesso tipo di valore dei cavalli e dei cani. Tuttavia persino esseri simili sono comunemente stimati dei buoni cittadini. Altri, come la maggior parte dei legislatori, dei politici, degli avvocati, dei ministri del culto, e dei funzionari statali, servono lo Stato principalmente con le proprie teste; e, dato che raramente fanno delle distinzioni morali, sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo, pur senza volerlo, e Dio. »
(Thoreau in Disobbedienza Civile)

"Nessun uomo seguì mai il suo genio tanto da esserne sviato. Sebbene il risultato fosse debolezza fisica, tuttavia nessuno può dire che le conseguenze fossero da rimpiangersi, poichè queste erano una vita condotta secondo principi più alti. Se il giorno e la notte sono tali che voi li salutiate con gioia, e la vita emana una fragranza come fiori ed erbe molto profumate, il vostro successo sarù più agile, colmo di stelle e immortale. Tutta la natura si conratual con voi e,momentaneamente, voi avete occasione di benedirvi. I guadagni e i valori più grandi sono ben lungi dall'essere apprezzati. Facilmente giungiamo a dubitare che essi esistano. Presto li dimentichiamo. Essi sono la realtà più alta. [...] Il vero raccolto della mia vita quotidiana è qualcosa di altrettanto intangibile e indescrivibile dei colori del mattino e della sera. E' un po' di polvere di stella afferrata - un segmento di arcobaleno che abbiamo preso con una mano." Henry David Thoreau, Walden ovvero vita nei boschi (passaggio evidenziato in uno dei libri rinvenuti con la salma di Chris McCandless)

Ralph Waldo Emerson (Boston, 25 maggio 1803 – Massachusetts, 27 aprile 1882) è stato uno scrittore, saggista e filosofo statunitense. È conosciuto anche per essere stato un noto poeta. Il saggio Nature, pubblicato nel 1836, anche se non fu tra i più letti, contiene in poche pagine gran parte delle idee di Emerson.


Jack London (pseudonimo di John Griffith Chaney) (San Francisco, 12 gennaio 1876 – 22 novembre 1916) è stato uno scrittore statunitense, noto per romanzi quali Zanna bianca e Il richiamo della foresta. Nel 1897 partì per unirsi alla Corsa all'oro del Klondike: è in quella regione che scriverà i suoi primi racconti di successo. Tutta la sua vita fu infatti caratterizzata da esperienze lavorative diverse: fece lo strillone di giornali, il pescatore clandestino di ostriche, il lavandaio, il cacciatore di foche, il corrispondente di guerra russo-giapponese, l'agente di assicurazioni, il coltivatore e, appunto, il cercatore d'oro prima di diventare uno scrittore di successo. Lo scrittore morì per una overdose. Chris McCandless quando si ritrovò a vendere dei libri presso una bancarella, cercò di convincere ogni malcapitato a leggere "Il richiamo della foresta". L'infatuazione di McCandless per lo scrittore risaliva all'infanzia: la fervente condanna della società capitalista, l'esaltazione del mondo primordiale e la difesa degli umili rispecchiavano appieno le passioni di Chris. Incantato dell'avvicente ritratto che London fece della vita in Alaska e nello Yukon, McCandless lesse e rilesse "Il Richiamo della foresta", "Zanna Bianca" e tutti gli altri romanzi d'avventura dello scrittore.

Quando i genitori si offersero di compragli una macchina nuova scrisse alla sorellina Carine "Ho ripetuto milioni di volte che la mia macchina è la migliore del mondo, che ha attraversato il continente da Miami all'Alaska, che in tutte quelle migliaia di chilometri non mi ha mai dato problemi, che non la venderò mai, che gli sono molto affezionato, ma loro no, loro ignorano quello che dico e pensano che ne accetterei una nuova! In futuro starò attento a non accettare più i loro regali, perchè potrebbero pensare di comperare anche il mio rispetto". Con questa macchina, Chris partirà per la sua Odissea, un viaggio epico senza ritorno dopo aver dedicato, per come la vedeva lui, gli ultimi quattro anni a un compito oneroso e assurdo: laurearsi. L'obiettivo? liberarsi dei condizionamenti del mondo soffocante dei genitori e simili, quel mondo di superficialità, di sicurezza ed eccessi materialistici che lo escludeva dolorosamente dall'autentico pulsare dell'esistenza. In tal senso come simbolo della completa rottura col passato adottò un nuovo nome, Alexander Supertramp, e dal quel momento non si sarebbe più chiamato Chris McCandless (salvo che in una richiesta d'aiuto scritta prima di morire)

Quando vide una canoa in alluminio di seconda mano, d'impulso decise di acquistarla. Voleva ridiscendere il Colorado fino al Golfo di California, quasi 650 km a sud, oltre il confine col Messico.

Immagini del fiume Colorado sopra e sotto (http://www.nps.gov/archive/grca/photos/)








Il capodanno del 31 Dicembre 1990, Chris lo passò guardando la luna piena alzarsi sul Gran Desierto, quattromila e quattrocento km quadrati di dune mutevoli, la più grande estensione di sabbia dell'America del Nord. In questo periodo stette per più di 36 giorni senza vedere un'anima viva, sopravvivendo con poco più di 2 kg di riso e quanto riusciva a guadagnare dal mare (ammirava il deserto costeggiando la costa con la canoa), un'eperienza che in seguito l'avrebbe convinto di poter sopravvivere con una dieta altrettanto scarsa anche nella foresta d'Alaska.

Gran Desierto
"Ma cos'è la storia? E' un dar principio a lavori secolari per riuscire a poco a poco a risolvere il mistero della morte e vincerla un giorno. Per questo si scoprono l'infinito matematico e le onde elettromagnetiche, per questo si scrivono sinfonie, ma non si può progredire in tale direzione senza una certa spinta. Per scoperte del genere occorre un'attrezzatura spirituale, e in questo senso, i dati sono già tutti nel Vangelo. Eccoli. In primo luogo, l'amore per il prossimo, questa forma suprema dell'energia vivente, che riempie il cuore dell'uomo ed esige di espandersi e di essere spesa. Poi i principali elementi constitutivi dell'uomo d'oggi, senza i quali l'uomo non è pensabile, e cioè l'idea della libera individualità e della vita come sacrificio."

Boris Pasternak, Il dottor Zivago (passaggio evidenziato in uno dei libri rinvenuti con la salma di Chris McCandless)
SLAB CITY, NILAND Per vedere il sito ufficiale della slab city clicca qui

Clicca qui per l'immagine da satellite

Chris durante i suoi viaggi, si recò negli Slabs, una vecchia base aerea della Marina militare abbandonata e distrutta, di cui resta solo un reticolo di vuote fondamenta di cemento disseminate in lungo e in largo nel deserto. Non appena arriva novembvre, quando nel resto del Paese il tempo peggiora, circa cinquemila tra emigranti, girovaghi e vagabondi d'ogni genere si riuniscono in questo luogo fuori dal mondo per vivere con pochi soldi sotto il cielo e le stelle. Gli Slabs fungono da capitale stagionale di una brulicante società itinerante, di una tollerante cultura di gommati che coinvolge pensionati e indigenti, esiliati e disoccupati perenni.

McCandless perlò spesso con la gente degli Slabs dei suoi piani per l'Alaska. Ogni mattina faceva esercizi di ginnastica. per prepararsi ai rigori della foresta.

Salvation Mountain di Leonard Knigth http://www.salvationmountain.us/ Per maggiori informazioni clicca qui




Video of Salvation Mountain

Salton City vicino a Salton Sea.

Chris McCandless si accampò vicino al Salton Sea, dormendo sulla sabbia protetto da una tela cerata appesa a un ramo di creosoto. Vicino a lui, in un bizzarro accampamento, circa duecento persone si erano adunate per svernare insieme nei propri veicoli,. Una America postapolcalittica, una comunità oltre i margini della società, dove gli hippie giravano completamente nudi per l'accampamento bagnandosi nelle fonti geotermiche: il posto esattamente si chiama Oh-My-God Hot Springs. (ora non esiste più perchè è stata spianata dai bulldozer e coperta di cemento per ordine della commissione sanitaria dell'Imperial Valley. I funzionari della contea sostengono di aver eliminato le sorgenti per timore che i bagnanti potessero contrarre gravi malattie dai microbi virulenti che ritenevano pullulare nelle vasche termali). McCandless se ne stava comunque per conto proprio ad un kilometro di distanza dall'accampamento. Si recò in cima al San Jacinto Peak, insieme ad un vecchio di oltre 80 anni, che nella notte di San Silvestro del 1957 perse la moglie ed il suo unico figlio che stava per laurearsi in medicina, in un incidente stradale causato da un ubriaco. I due strinsero una amicizia molto profonda, strascorrendo molto tempo insieme. Ilvecchio rivedeva in Chris il figlio perduto. Mentre conversava con il vecchio, Chris si sfogava esplodendo invettive contro i genitori, i politici e l'idiozia endemia dello stile di vita prevalente negli Stati Uniti. In una lettera che Chris scrisse al vecchio dopo che i due si separarono, si dice "Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato. C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perchè è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura. La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l'incredibile bellezza. Per cui Ron, in poche parole, vattene da Salton City e mettiti sulla strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto. Temo però che il mio consiglio non verrà ascoltato. Dici sempre che sono testardo, ma tu lo sei ancora più di me. Hai una meravigliosa opportunità sulla via del ritorno di vedere uno dei paesaggi più belli della terra, il Grand Canyon, qualcosa che ogni americano dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Eppure, per qualche ragione a me incomprensibile, non desideravi altro che arrivare a casa al più presto [...] Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte [...]". (le parole di Chris McCandless si possono riassumere nel verso di Pindaro, tanto amato da Nietzsche: "diventà ciò che sei!, realizza le tue autentiche potenzialità".) Il Vecchio seguendo il consiglio di McCandless vendè tutto e comprò un Caravan accampandosi nel deserto, occupando lo stesso spazio che era stato di McCandeless vicino alle sorgenti calde, di cui ho parlato prima, aspettando il ritorno dell'amico. Quando un giornalista gli mostrerà le foto dell'autobus in cui il giovane perderà la vita in Alaska, il vecchio si allontanò con gli occhi umidi. Disse il vecchio "Quando Alex partì per l'Alaska pregai. Chiesi al Signore di avere un occhio di riguardo per quel ragazzo, gli dissi che era speciale. Eppure lo lasciò morire. Allora il 26 Dicembre, quando seppi cosa era successo, rinunciai a Dio. Mi ritirai dalla chiesa e diventai ateo. Decisi che non potevo più credere in un Dio che aveva permesso che una cosa tanto terribile accadesse a un ragazzo come Alex". Come ho scritto prima, il vecchio aveva già perso un figlio e la moglie in un incidente stradale causato da un ubriaco.


San Jacinto Peak Mountains


Chris McCandless aveva l'abitudine di sotterrare, nascondendoli, gli oggetti che non poteva portarsi dietro. Chris McCandless farà ritorno anche a Detrival Wash, dove ritrovò la vecchia targa della Datsun "Virginia SJF-421". Gli piaceva ritrovarli, passato tanto tempo. Aveva bisogno di punti fermi, in una vita nomade in cerca di se stesso. Aveva poi l'abitudine bellissima di scrivere cartoline e lettere alle persone con cui aveva vissuto per una o due settimane. Le medesime lo ricordano simpaticamente anche come un gran imbranato, uno che "vedeva gli alberi, ma non vedeva la foresta". Dire la verità rientrava in un credo che il ragazzo prendeva molto seriamente. Chris era affascinato dal paesaggio e si godeva la libertà in compagnia di vagabondi che incontrava sul cammino. Era dell'idea che non si dovesse possedere più di quanto non si riesca a caricare in spalla correndo alla massima velocità. Lavorò presso una azienda agricola, presso un ristorante italiano e presso un McDonald (i colleghi del McDonald gli fecero notare come puzzasse, poichè Chris non aveva dimora fissa).

Il rapporto tra Chris ed i genitori fu sicuramente problematico. Soprattutto il padre, autoritario, testardo, irritabile, spinse Chris alla ribellione, purtroppo con mancanza di misura. In una lettera alla sorella Chris, scriveva "[...] Dopo però, quando sarà il momento, con un taglio netto e veloce li escluderò dalla mia esistenza. Una volta per tutte divorzierò da loro come miei genitori e mai più, finchè avrò vita, parlerò con uno di quegli idioti. La farò finita con loro, una volta per tutte, e stavolta sarà per sempre."

Castità e purezza morale erano qualità sulle quali il ragazzo rimuginava spesso (uno dei saggi ai quali lui si ispirava Thoreau mai perse la verginità), al punto che nel libro Walden di Thoreau, Chris cerchiò il passo "la castità è la fioritura dell'uomo; e ciò che si chiama Genio, Eroismo, Santità e simili, sono solo i vari frutti che vengono come conseguenza di essa". Inoltre uno dei libri rinvenuti sull'autobus insieme alla salma fu una raccolta di storie che includeva "La sonata a Hreutzer" di Tolstoj, in cui un nobiluomo fattosi asceta denuncia le esigenze della carne. Insomma Chris, non era per niente ossessionato dal sesso, come gli adolescenti al giorno d'oggi, che sono bombardati da immagini pornografiche.
"L'Alaska ha sempre esercitato un certo fascino su sognatori e disadattati, su chi pensa di poter rattoppare i buchi della propria esistenza nell'incontaminata vastità dell'Ultima Frontiera. Soltanto che la foresta non perdona e di sogni e desideri non sa che farsene. Edward Hoagland, così scrive in Up the black to Chalkyitsik: "In America abbiamo la tradizione del grande fiume a due cuori: portare le propri ferite nella natura per una cura, una conversione, un riposo o quel che sia. E come nel caso di Hemingway, se le ferite non sono troppo gravi, funziona. Ma qui non siano nel Michigan (o per quanto, neppure nelle grandi foreste del Mississippi di Faulkner) Qui siamo in Alaska. Quando venne il momento di partire ed un amico si offerse di pagargli l'aereo egli rispose "No, no, voglio andarci in autostop. Volare sarebbe come imbrogliare, rovinerebbe tutto". Una persona che a differenza della maggior parte delle persone, mette in pratica quello in cui crede.

Prima di lasciare le persone con cui lavorava (mietitori) per dirigersi in Alaska, McCandless pianse e spedì a costoro questa cartolina: "Queste saranno le mie ultime righe, Wayne. Sono arrivato due giorni fa ed è stato molto difficile trovare passaggi nello Yukon, ma alla fine ce l'ho fatta lo stesso. Per favore, restituisci al mittente tutta la posta che ricevi. Potrebbe passare molto tempo prima che io ritorni al Sud. Se quest'avventura avrà un esito fatale e non dovessi più ricevere mie notizie sappi che per me tu sei un grand'uomo. Ora entro nella natura."

La storia di Chris McCandless, può avere qualche analogia con quella di Gene Rosellini, come scrive Jon Krakauer in "Nelle terre estreme". Gene Rosellini, che la gente vicino a Cordova (Alaska) chiamava il sindaco di Hippie Cove , studente alla University of Washington e poi alla Seattle University si immerse nell'antropologia, nella storia, nella filosofia e nella linguistica accumulando crediti di centinaia di ore senza mai laurearsi. Non ne vedeva il motivo. La ricerca della conoscenza, sosteneva, era un obiettivo degno di per sé, e non necessitava di alcuna convalida esterna. Lasciata l'accademia, nel 1977 giunse a Cordova in Alaska, dove nella foresta ai margini della città decise di dedicare la propria vita a un ambizioso esperimento antropologico

Cordova (Alaska)


Cordova (Alaska)


"Volevo capire se era possibile essere indipendenti dalla moderna tecnologia" riferì Rossellini 10 anni dopo. Si domandava se gli uomini potessero ancora vivere come gli antenati all'epoca dei mammut e delle tigri dai denti a sciabola o se invece la nostra specie si fose allontanata troppo dalle radici e non fosse più in grado di sopravvivere senza polvere da sparo, acciaio e altri artefatti dalla civiltà. Con l'ossessione tipica di questo genere di genio meticoloso e caparbio, Rosellini eliminò dalla propria vita tutti gli strumenti che non fossero quelli primitivi creati da materiali naturali con le sue stesse mani. Si convinse che gli uomini fossero regrediti in esseri progressivamente inferiori ed il suo obiettivo era quello di tornare a uno stato naturale. Si nutriva di radici, bacche, alghe e cacciava selvaggina con lance e trappole. Vestito di stracci, sopportava rigidi inverni e sembrava quasi che le privazioni gli procurassero piacere, al punto di dover tagliare un tronco con una pietra affilata mettendoci anche giornata (rifiutava sega e ascia). Come se non fosse abbastanza duro vivere secondo le regole che si era imposto, Rosellini si sottoponeva a un severo esercizio fisico non appena gli avanzava del tempo. Riempiva le giornate con la ginnastica callistenica (è una ginnastica dolce e ritmata, intesa a sviluppare forza e bellezza del corpo umano) il sollevamento pesi e la corsa, spesso con un carico di pietre sulle spalle. Nel corso di un'estate raccontò di aver coperto una media di trenta chilometri al giorno. Dopo decenni dove ammise di aver effettivamente sperimentato la realtà fisica, mentale ed emotiva dell'età della pietra, ammise che per gli esseri umani come noi li conosciamo non è possibile vivere nella natura e della natura. A 49 anni ammise la sconfitta e annunciò di voler girare il mondo con lo zaino in spalla, dai30 ai 40 km al giorno, 7 giorni alla settimana, 365 giorni l'anno. Ma nel novembre 1991, Rossellini fu trovato riverso sul pavimento della sua baracca con un coltello piantato nel cuore. Il coroner determinò che la ferita fatale era stata autoinflitta, ma non fu trovata nessuna lettera di spiegazione. Altra storia molto simile, quella di John Mallon Waterman, uomo da 400 flessioni al giorno, che a 16 anni John scalò il monte McKinley, la vetta più elevata dell'America settentrionale. La giovane psiche del giovane fu scossa dalla malattia mentale della madre, dal fratello che perse una gamba,e dal fatto che 8 amici e compagni di roccia rimasero uccisi in incidenti o si tolsero la vita. Dopo aver scalato incredibilmente il monte Hunter per 145 giorni si candidò alle elezioni scolastiche con un programma proponendo il sesso libero fra studenti e la legalizzazione delle droghe allucinogene. Non venne eletto,allora pensò di correre per il partito "Nutri l'Affamato", la cui priorità era essenzialmente che nessuno sul pianeta morisse di fame. Divenne sempre più spericolato nelle scalate al Denali, fino a che che scomparve in un ghiacciaio. Le sue orme andavano dritte verso un labirinto di crepacci giganti, a testimonianza del fatto che il ragazzo non compiva alcuno sforzo per aggirare evidenti pericoli.
La storia di McCandless assomiglia a quella inoltre di Carl McCunn e Everett Ruess. Quest'ultimo, un artista, a 20 anni s'avventurò nel deserto dello Utah, senza mai farvi ritorno. Così scriveva Everett al fratello "Quando farò visita alla civiltà? Non presto, credo. Non sonoancora stanco della vita selvaggia, anzi apprezzo sempre più la sua bellezza e l'esistenza errante che conduco. Preferisco la sella al tram e il cielo stellato al soffito, preferisco il sentiero oscuro e difficoltoso verso l'ignoto alla strada asfaltata, e la pace profonda del selvaggio allo scontento generato dalle città [...] E' vero, mi manca compagnia intelligente, ma sono cos' poche le persone con le quali posso condividere ciò che per me è tanto importante che ho imparato a contenermi. La bellezza intorno a me è sufficiente.


Davis Gulch (Canyons of the Escalante) è un canyon piccolo ma molto grazioso e per secoli i viandanti di questa terra arida e ostile hanno confidatato nell'oasi presente sul fondo della gola, una gola talmente stretta da far pensare a una fessura. Calarsi nel canyon è come giungere inun mondo nuovo, rispetto all'arida distesa di pietra nuda e sabbia rosso mattone che si trova in superficie;nel canyon infatti si trovano pioppi neri americani graziosamente chinati sopra fichi d'india in fiore e lunghi steli d'erba agitati dalla brezza. Le sue ripide pareti rocciose rivelano misteriose pittografie vecchie di 900 anni, e nelle rientranze riposano ancora i resti di antiche dimore dei Kayenta Anasazi.



In questo canyon, il Davis Gulch il ventenne Everett Ruess incise il proprio pseudonimo nella parete "Nemo 1934" (scritte ora cancellate dall'acqua che è salita di livello. Nemo poteva ispirarsi a Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne in cui il protagonista fugge la civiltà). Passati sessant'anni ancora non sappiamo quasi nulla della fine che fece Everett Ruess, inghiottito dal deserto. Per leggere le lettere che il giovane scrisse, esiste un opera biografica di W. Rusho "Everett Ruess: A vagabond for beauty"

Fucile Regmington semiautomatico calibro 22 conportata 4 x 20, un modello fuori produzione chiamato Nylon 66 che i cacciatori dell'Alaska preferivano per leggerezza e affidabilità. Fu il fucile che Chris McCandless usò per cacciare in Alaska, assieme a 4 scatole da cento cartucce.

Chris affrontò questa avventura con un fucile Regmington, 5kg di riso, una machina fotografica con 5 rullini. Ci sono rimaste una richiesta d'aiuto e 113 annotazioni concise ed enigmatiche racchiuse nelle pagine finali di un manuale di piante commestibili, che raccontavanole ultime settimane di vita del giovane. Mc Candless lasciò un segno indelebile in varie persone, anche se con buona parte di esse trascorse soltanto una settimana o due al massimo. Una volta stupì tutti, suonando il piano in una osteria in modo impareggiabile, producendo melodie country honky-tonk passando al ragtime e concludendo con pezzi di Tony Bennett (a Chris piaceva tantissimo, in particolare canzoni quali Tender is the night oppure Summers by the sea-sailboats in Capri). Era un istintivo, affrontava le sfide di petto e faceva ricorso alla sua straordinaria energia. Quando iniziò a correre, un'attività che premia volontà e determinazione piuttosto che finezza o astuzia, che il giovane scoprì la propria vocazione atletica, diventando uno dei migliori fondisti della regione. Si allenava con un pastore dello Shetland di nome Buckley e la corsa per lui era un intenso esercizio spirituale che rasentava la religione. (Chris era matto per Buck, un pastore dello Shetland, l'estate in cui scomparve, desiderava portarlo con sè e ne aveva chiesto il permesso a mamma e papà. Soltanto che Buck era appena stato investito e doveva ancora riprendersi, per cui gli risposero di no. Adesso ovviamente, rimpiangono la decisione, anche se d'altra parte il cane era conciato proprio male. Certamente se il cane fosse stato con lui, nonavrebbe corso gli stessi rischi, per salvaguardare la vita del cane) Per Chris riuscire bene in qualcosa era una questione mentale, una semplice questione di ottimizzazione dell'energia disponibile.

Shetland pastore

Alcune sue citazioni:
- "Non voglio sapere che ore sono, che giorno è e neppure dove mi trovo. Non me ne importa niente." Chris McCandless
- "Jack London è Re. Alexander Supertramp Maggio 1992 (Graffito inciso su un pezzo di legno scoperto sul luogo di morte di Chris McCandless)
- "Salve, belva primitiva! E anche a te, capitano Ahab! Alexander Supertramp Maggio 1992 (Incisione trovata nell'autobus abbandonato sullo Stampede Trail)
I cacciatori che trovarono Chris ormai senza vita da due settimane e mezzo, videro sulla punta di un ramo d'ontano vicino all'uscita posteriore del veicolo, una specie di bandiera di segnalazione, uno scaldamuscoli di lana rossa del tipo usato dai ballerini. Sulla porta socchiusa del bus era affiso un biglietto scritto a mano su una pagina strappata ad un romanzo di Nikolaj Gogol in cui c'era scritto:

S.O.S Ho bisogno del vostro aiuto. Sono malato, prossimo alla morte, e troppo debole per andarmene a piedi. Sono solo, non è uno scherzo. In nome di Dio, vi prego, rimanete per salvarmi. Sono nei dintorni a raccogliere bacche e tornerò stasera. Grazie. Chris McCandless. Agosto?


Quando Chris scrisse questo messaggio d'aiuto, era da mesi in sottoalimentazione. Era preoccupato, al punto da abbandonare il glorioso nomignolo Alexander Supertramp per tornare a quello ricevuto alla nascita dai propri genitori. Era il 12 agosto 1992, 7 giorni prima di morire. McCandless aveva accumulato un notevole deficit calorico e si reggeva su un equilibrio estremamente precario. Il 6, 7 e 8 agosto non aveva annotato nulla nel suo diario. Il 9 agosto scrisse di aver sparato a un orso senza però colpirlo, il 10 di aver avvistato un caribù, ma di non essere riuscito a sparare, e finalmente di aver ucciso 5 scoiatoli. L'11 agosto colpì e mangiò una pernice bianca, il 12 si trascinò fuori dall'autobus in cerca di bacche non prima di aver lasciato la richiesta d'aiuto sopracittata. Accanto ad un passo del libro Il dottor Zivago che così recitava "Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicità. Era questo che amareggiava più di ogni altra cosa" Chris McCandless scrisse:

"Felicità è vera soltanto se condivisa"

Il 30 luglio, le sue condizioni fisiche precipitarono all'improvviso verso il disastro e già il 18 agosto Chris McCandless era morto. Si sono fatte molte congetture sulle cause di un declino tanto rapido, tra cui quella che sia rimasto lentamente avvelenato da alcune semenze (i semi di patata diventano moderatamente tossici quando cominciano a germogliare. Contengono la solanina, un veleno presente nella famiglia delle solanacee che, se ingerito per un breve periodo produce vomito, diarrea, cefalea e letargia, ma sul lungo periodo finisce per pregiudicare il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna). Molto probabilmente McCandless ingerì una specie strettamente correlata, il pisello odoroso selvatico hedysarum mackenzii.

 Distese di Hedysarum mackenzii in Alaska. Benchè si tratti di una pianta più piccola, il pisello odoroso selvatico è talmente simile alla patata selvatica che perfino esperti botanici hano difficoltà a distinguerli. Esiste una sola caratteristica che li differenzi, che probabilmente Chris ignorava: nella parte inferiore delle foglioline verdi della patata selvatica sono presenti numerose venuzze laterali, mentre in quelle del pisello odoroso selvatico esse non sono visibili.


Fiaccato dai semi velenosi, McCandless scoprì di essere improvvisamente troppo debole per mettersi in marcia verso la salvezza. E poichè era troppo debole anche per cacciare seriamente, precipitò in una spirale di deperimento che lo portò alla morte. L'autopsia evidenziò come il grasso sottocutaneo era praticamente inesistente. Al momento dell'autopsia i resti di McCandless pesavano soltanto una trentina di kg. Il 5 agosto, 14 giorni prima di morire scriverà nel diario "Ma con un soffio di vita addosso. La morte incombe minacciosa. Troppo debole per mettermi in marcia, letteralmente intrappolato nella foresta - niente selvaggina".
Una foto vera di Chris McCandless. Una delle ultime cose che Chris McCandless fece fu quella di scattarsi una foto accanto all'autobus sotto la volta celeste del cielo d'Alaska. Con una mano rivolge il biglietto d'addio all'obiettivo e con l'altra proge un saluto sereno e coraggioso al mondo: “I have had a happy life and thank the Lord. Goodbye and may God bless all.”. "Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica!"


Prima di morire, McCandless compose un breve messaggio d'addio:

"Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica!"

A Chris piaceva molto leggere; in particolare sappiamo che tra i suoi libri preferiti c'era "Guerra e pace" di Tolstoj. Gli studi universitari presso l'Emory University di Atlanta, con una specializzazione in storia e antropologia. Era ossessionato dalle ingiustizie, quali l'oppressione razziale in Sudafrica e durante i fine settimana si aggirava nei quartieri più depressi di Wahington a chiaccherare con prostitute e senza tetto, a offrire loro un pasto o un consiglio sincero per migliorare le loro condizioni. Cercava di convincere anche gli amici a dedicarsi agli affamati e a coltivare una coscienza sociale. Prima di partire per la sua grande avventura diede in beneficienzacirca ventiquattromila dollari. Ma non era certo il classico benefattore taciturno e scontroso che disapprova il divertimento. Anzi, di tanto in tanto non disdegnava alzare il gomito, e fu sempre un incorreggibile istrione. Sosteneva che la carriera fosse una invenzione del ventesimo secolo. Dimostrò di essere anche un venditore senza pari, quando fu assunto da un imprenditore edile per piazzare vendite nel quartiere.

Chris McCandless ha provocato indirettamente tanto dolore alla sua famiglia. La sorella, molto legata a Chris, dice di non passare giorno senza piangere. Il Padre disse guardando una istantanea del figlio "La cosa più brutta è non averlo più vicino. Ho trascorso parecchio tempo con Chris, forse più che con gli altri figli. Mi piaceva tanto la sua compagnia, anche se ci ha procurato parecchie delusioni". Il padre che lavorava per la Nasa era molto autoritario, ma da quando Chris nel 1990, fece perdere le proprie tracce, qualcosa nel padre cambiò. La scomparsa del figlio è stata motivo di paura e sofferenza che hanno fatto emergere un lato morbido e tollerante della sua personalità.

Old Rag Mountain, o semplicemente Old Rag. Alla sommittà che si nota nella foto, Chris McCandless insieme al Padra, all'età di 8 anni la raggiunse portando lo zaino in spalla per tutto il cammino. Da quel momento le escursioni in montagna diventarono una consuetudine familiare e quasi ogni anno padre e figlio tornarono all'Old Rag per ripetere l'esperienza.

Chris ricercava la Verità. In uno dei libri (Henry David Thoreau, Walden ovvero vita nei boschi) rinvenuti con la salma di Chris McCandless c'era un passaggio sottolineato e annotata in grande la parola "Verità" nella calligrafia del ragazzo. Il passaggio era questo "Datemi la verità, invece che amore, denaro o fama. Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L'ospitalità era fredda come i gelati". Prima di partire per il lungo viaggio senza ritorno, Chris era già ritornato a casa dopo un viaggio che lo aveva visto rischiare di morire disidratato nel deserto del Mojave.


Deserto del Mojave

Il suo desiderio di verità verrà distrutto nell'ambito familiare quando scoprirà che il padre aveva continuato a frequentarsi con la prima moglie. Quando la doppia vita dell'uomo venne alla luce, la rivelazione provocò ferite rpofonde e tutte le persone coinvolte soffrirono enormemente. Quando si tratta dei proprio genitori, i figli riescono a diventare giudici spietati e poco inclini alla clemenza, e ciò fu particolarmente vero nel caso di Chris. Ancor più egli adolescenti in genere Chris vedeva solo il bianco o il nero, e giudicava se stesso e gli altri secondo un codice morale di insostenibile rigore. Arrivo a vedere il padre quindi come un ipocrita bigotto. Confessò alla sorella Carine che l'inganno commesso dai genitori rendeva la sua "intera infanzia una specie di finzione". E così crebbe il risentimento nei confronti dei genitori insieme allo sdegno per le ingiustizie perpretrate nel mondo in generale (caccia alle balene dei giapponesi). Sempre più ruppe i rapporti con i genitori e anche con la sorella a cui sembrava tenere tantissimo. Nel luglio del 1992, 2 anni dopo la partenza di Chris da Atlanta, la madre saltò sul letto a Chesapeake Beach nel mezzo della notte e svegliò il marito "Ero cerca di aver sentito la voce di mio figlio che mi chiamava" spiega con le lacrime al volto. "Non so come potrò superare questa cosa. Non stavo sognando, non me lo sono immaginato, era proprio la sua voce che mi pregava "Mamma, aiutami!", ma non potevo aiutarlo perchè non sapevo dove fosse. E non mi disse nient'altro, solo "Mamma, aiutami!".

Normalmente prima potevano passare anche sei o sette mesi senza che il bus vedesse traccia di visitatori. Ora dopo il film ed il libro è un po' diverso. Basta guardare questo articolo di questo blog http://edplumb.blogspot.com/2007/11/skiing-into-wild-night-at-bus-142.html . Alcune Agenzie turistiche promuovono già il Into the Wild Tour. La rivista Outside con l'edizione del Gennaio 1993 dedicava la copertina al servizio speciale sulla morte di Chris McCandles. La storia di Chris McCandless divenne di dominio publico e i quotidiani di tutto il Paese dedicavano ampio spazio perfino agli stralci del suo diario.

Dopo Chris McCandless.

Ho deciso di leggere "Nelle Terre Estreme" (Into the Wild) di Jon Krakauer Ed. Corbaccio, dopo aver visto lo splendido film di Sean Penn al cinema. Il libro si è rivelato il più bel libro che abbia mai letto (almeno questa è la sensazione dopo averlo finito). Quanto qui riportato quindi non è altro che la trascrizione dei passi più significativi ed alcune considerazioni. Il 20% delle royalties derivanti dalla vendita di Nelle Terre estreme sarà donato a un fondo di borse di studio a nome di Chris McCandless.

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domenica 6 aprile 2008

"1984": l'individuo in lotta contro l'ambiente dominato dallo strapotere dei mezzi di comunicazione e tecnologie alienanti

Silvio Berlusconi. Ho pensato a lui, quando George Orwell parla di un "Sinistro incantatore, capace di abbattere l'edificio della civiltà con la sola forza della voce". E come non pensare all' inno di Forza Italia quando Orwell parla di "un inno alla saggezza e alla mestà del Grande Fratello, ma soprattutto di un atto di autoipnosi, di un volontario ottundimento della coscienza, raggiunto per mezzo del ritmo".
In questo periodo ho letto attentamente uno dei capolavori di George Orwell, 1984. Ho pensato di trascriverne alla lettera i passi più interessanti, che mi hanno ricordato purtroppo tanti fenomeni dei giorni d'oggi. Uno tra tutti l'esistenza indisturbata di oligopoli, monopoli, posizioni dominanti nel mercato della comunicazione e non solo.
Senate House on Malet Street in Bloomsbury, durante la Seconda Guerra Mondiale ospitò il Ministero dell'Informazione (George Orwell sposò una dipendente del medesimo Ministero). Nel celebre "1984" dello scrittore George Orwel, l'edificio è il Ministero della Verità. Ecco come viene descritto: "Il Ministero della Verità differiva in maniera sorprendente da qualsiasi altro oggetto che la vista potesse discernere. Era un’enorme struttura piramidale di cemento bianco e abbagliante che s’innalzava, terrazza dopo terrazza, fino all’altezza di trecento metri. Da dove si trovava Winston era possibile leggere, ben stampati sulla bianca faccita in eleganti caratteri, i tre slogan del Partito: LA GUERRA È PACE , LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ, L’IGNORANZA È FORZA
Eric Arthur Blair, vero nome di Gorge Orwel, nasce il 25 giugno 1903 nel Bengala. Tutti i suoi romanzi sono ispirati a reali esperienze di vita; si arruolò nella Polizia imperiale indiana in Birmania, stette a Parigi dove esplorò i bassifondi, sopravvivendo grazie alla carità dell’Esercito della Salvezza, sobbarcandosi lavori umilissimi; su commissione di una associazione culturale filosocialista, svolse un’indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, che lo porterà nei primi mesi del 1936 tra i minatori dell’Inghilterra settentrionale; sposò una impiegata del ministero dell’Informazione e partì sempre nel 1936 come volontario per la guerra di Spagna, arruolandosi nelle file del Partito Operaio d’unificazione marxista, d’ispirazione trotzkista, ove fu ferito seriamente; successivamente si arruolò nelle milizie territoriali inglesi (British Home Guard) e collaborò con giornali e riviste. Morirà a Londra il 21 Gennaio 1950.

George Orwel

Ora riporterò i passi che ho selezionato dal libro "1984".

1) "Per chi, si chiese a un tratto, scriveva quel diario? Per il futuro, per gli uomini non ancora nati. […] Come fare a comunicare col futuro? Era una cosa di per se stessa impossibile. O il futuro sarebbe stato uguale al presente, nel qual caso non l’avrebbe ascoltato, o sarebbe stato diverso, e allora le sue asserzioni non avrebbero avuto senso."

Beppe Grillo. Grillo è autore di un blog, lanciato con il tour 2005 Beppegrillo.it, primo in Italia per numero di link entranti e tra i primi al mondo (negli ultimi sei mesi arrivato alla nona posizione) secondo Technorati, arrivando a contare una media di 150.000 - 200.000 contatti al giorno. La decisione di affidare il proprio pensiero ad un blog può essere fatta risalire alle vicende che hanno portato al progressivo allontanamento di Grillo dalle emittenti televisive nazionali. Con l'apertura del suo blog Grillo giunge in breve ad utilizzare la rete come fonte di informazione globale e di dirompente cambiamento sociale: « In questo momento il mondo, senza accorgersene, sta vivendo la terza guerra mondiale: quella dell'informazione. L'unico modo per salvarsi è sapere. Conoscere le notizie. Noi abbiamo un mezzo, la Rete, che ci consente di arrivare dritti alle notizie. La politica, le televisioni, i giornali arrivano sempre dopo.» 2) "Ieri sera al cinema. Solo Film di guerra […] poi si vedeva una scialuppa di salvataggio piena di bambini con un elicottero che le volteggiava sopra. C’era una donna di mezz’età forse un’ebrea seduta a prua con un bmbino di tre anni fra le braccia. Il bambino strillava dalla paura e nascondeva la testa fra i seni della madre come se volesse scavarsi un rifugio nel suo corpo e la donna lo abbracciava e lo confortava anche se era anch’essa folle di terrore, coprendolo per quanto poteva come se le sue braccia potessero allontanare da lui i proiettili. Poi l’elicottero sganciò una bomba da 20 chili che li prese in pieno un bagliore terribile poi la barca volò in mille pezzi. Poi ci fu una bellissima inquadratura del braccio di un bambino che andava su su su nell’aria doveva averlo seguito un elicottero con una cinepresa sul muso e uno scroscio di applausi si levò dai posti riservati ai membri del Partito"

Studio Aperto, il telegiornale di Italia 1, Mediaset, è un esempio lampante di come l'informazione di un paese serva a lobotomizzare le coscienze: servizi patetici, riciclati schifosamente, falsi pure, con tette e culi in primo piano: la ricerca estrema nel singolo episodio del "patetico style" con musiche epiche. La pubblicità delle reti commerciali in genere è basata sulla esaltazione della ricchezza, o del potere, in modo da inclinare al delitto ampi strati sociali in quanto colloca i poveri e i deboli nella drammatica alternativa di sentirsi emarginati o di ricorrere a comportamenti devianti per ottenere i beni più diffusament apprezzati.

La manomissione dell'informazione attuata da Bruno Vespa in questi anni è ben documentata da questo video circostanziato di Marco Travaglio. Anche Bruno Vespa, di fronte a gravi problemi sociali del paese quali la corruzione, le "morti bianche", etc. ha dedicato le sue trasmissioni in modo morboso a singoli fatti di cronaca (famoso l'episodio del plastico di Cogne e della bicicletta di Garlasco), i cosiddetti "fumogeni dell'informazione".

2) "Nel secondo minuto, l'Odio raggiunse il parossismo. I presenti si sedevano e balzavano in piedi di continuo, urlando con tutte le loro forze nel tentativo di coprire l'esasperante belato che proveniva dal teleschermo; la donna dai capelli color sabbia si era fatta tutta rossa in faccia, mentre la bocca le si apriva e chiudeva come quella di un pesce tirato fuori dall'acqua [...] La ragazza dai capelli neri che sedeva alle spalle di Winston aveva cominciato a urlare "Porco! Porco! Porco!" [...] La cosa orribile dei Due Minuti dell'Odio era che nessuno veniva obbligato a recitare. Evitare di farsi coinvolgere era infatti impossibile. Un'estasi orrenda, indotta da un misto di paura e di sordo rancore, un desiderio di uccidere, di torturare, di spaccere facce a martellate, sembrava attraversare come una corrente elettrica tutte le persone li raccolte, trasformando il singolo individuo, anche contro la sua volontà, in un folle urlante, il volto alterato da smorfie. E tuttavia, la rabbia che ognuno provava costituiva un'emozione astratta, indiretta, che era possibile spostare da un oggetto all'altro come una fiamma ossidrica."

Insulti del Senatore Strano al Senatore Cusumano nel Parlamento Italiano: "cesso", "cesso corroso", "mafioso", "merda", "checca squallida", "frocio mafioso", "stronzo", "frocio".

L'onorevole Vittorio Sgarbi e le risse televisive sulle reti Mediaset, di proprietà di Silvio Berlusconi.

3) "Gli appartamenti Vittoria erano case vecchie, costruite prima del 1930,e cadevano a pezzi. L'intonaco si staccava continuamente dalle pareti, le condutture scoppiavano ad ogni gelata, dal tetto colava acqua tutte le volte che nevicava, il riscaldamento funzionava a scartamento ridotto, sempre che per motivi di risparmio non fosse spento del tutto. Le riparazioni nel caso non foste in grado di provvedere da soli, dovevano ricevere l'approvazione di commissioni misteriose, che potevano differire di un paio d'anni perfino la riparazione del vetro di una finestra."

Estratti (da Annozero del 27 marzo 2008) del reportage sulle White, le case della periferia di Milano in cui le persone vivono (muoiono) circondate da amianto, senza che nessuno dalle istituzioni abbia mai mosso un dito. Scampìa è un quartiere napoletano di circa 80.000 abitanti. Oltre l'80% dei suoi edifici risale al ventennio '70-'90, quando il quartiere fu costituito anche come circoscrizione di Napoli. Alcune realizzazioni edilizie, oggi discusse, furono realizzate in momenti di piena emergenza post-terremoto - le cosiddette zone 167. È uno dei quartieri pìù popolosi della città, nonostante il fatto che il numero di residenti vada visto pesantemente al rialzo per via degli abusivi - che secondo alcune stime raggiungono l'ordine delle migliaia di unità - che hanno occupato i più disparati alloggi, compresi scantinati e ballatoi. Il suo nome è diventato tristemente famoso per essere uno dei quartieri più degradati e problematici della città. Questo degrado si accompagna anche ad una marcata povertà materiale e sociale le cui cause, ancorché recenti, sono profondamente diffuse nella periferia nord di Napoli. Il principale freno allo sviluppo del quartiere è la massiccia presenza della criminalità organizzata: la camorra è fortemente presente nella zona, controllando una notevole mole di lavoro nero, che si manifesta soprattutto col racket ed il traffico di droga, che trova in Scampìa una piazza in cui avviene spaccio anche di grossi quantitativi senza particolari problemi - al punto da essere definita paradiso della droga (infatti detiene il primo posto in Europa per quanto riguarda lo spaccio di droga). Scampìa è nota anche per i suoi problemi legati all'edilizia urbana. Oltre alle cosidette Vele, si nota la presenza di strade senza illuminazione, caseggiati sprovvisti di servizi e scarsissimi collegamenti pubblici costituiscono una situazione decisamente problematica.

4) "Al giorno d'oggi quasi tutti i bambini erano orribili. [...] adoravano il Partito e tutto quello che lo riguardava. I canti, i cortei, gli stendardi, le gite, le esercitazioni coi fucili giocattolo, gli slogan, il culto del Grande Fratello, tutto ciò costituiva per i bambini un gioco meraviglioso. La loro ferocia era tutta incanalata verso l'esterno, verso i nemici dello Stato, gli stranieri, i traditori, i sabotatori, gli psicocriminali"

Il Grande Fratello (noto anche come GF) è un reality show televisivo. Il titolo si ispira all'opera di George Orwell, 1984. Il romanzo narra di un Grande Fratello, capo dello stato totalitario di Oceania che attraverso le telecamere sorveglia costantemente e reprime il libero arbitrio dei suoi cittadini. Lo slogan del libro "Il Grande Fratello vi guarda" si attaglia al meccanismo del programma televisivo, nel quale gli autori della trasmissione (il Grande Fratello appunto) hanno il controllo della situazione nella Casa.

5) "Oggi la paura, l'odio e il dolore c'erano ancora, ma non esistevano pene più profonde e complesse, nè la dignità data dall'emozione [...] D'un tratto era in piedi su un prato tagliato di fresco, elastico sotto il piede, in una sera estiva, quando i raggi del sole, cadendoobliquamente, indorano il suolo. Questo paesaggio compariva così spesso nei suoi sogni, che non riusciva mai a essere certo di non averlo già visto nella vita reale. Nei suoi pensieri , da sveglio, lo chiamava il Paese dell'Oro. Era un vecchio pascolo mordicchiato dai conigli e attraversato da un sentiero serpeggiante, con rialzi del terreno qua e là che rivelavano le tane delle talpe. Nella siepe brulla all'altra estremità del campo, i rami degli olmi ondeggiavano lievemente nella brezza, le foglie fluttuanti in fitte masse, come tante chiome di donna. Da qualche parte lì vicino, sebbene fosse nascosto alla vista, scorreva lentamente un ruscello dalle acque limpide, e nelle pozze sovrastate dai salici nuotavano le lasche."

Guglielmo Ciardi, Mattino di Maggio, cm. 57 x 75 Museo d'Arte Moderna Ca' Pesaro Venezia

6) "E se tutti quanti accettavano la menzogna imposta dal Partito, se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera. "Chi controlla il passato" diceva lo slogan del Partito "controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato" [...] Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica;

Una applicazione pratica del linguaggio "bipensiero" (Berlusconi-operaio), in un cartellone elettorale delle scorse elezioni politiche

rinnegare la morale proprio nell'atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l'unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Soprattutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell'indurre l'inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola "bipensiero" ne implicava l'utilizzazione [...] Fuori il mondo appariva freddo […] sembrava che non vi fosse colore nelle cose, se si eccettuavano i manifesti incollati per ogni dove."

7) "Un simile processo di alterazione continua non era applicato solo ai giornali, ma anche a libri, periodici, manifesti, film, commenti sonori, cartoni animati, fotografie, insomma ad ogni scritto o documento passibili di possedere una qualche rilevanza politica o ideologica. Giorno dopo giorno, anzi quasi minuto dopo minuto, il passato veniva aggiornato. In tal modo si poteva dimostrare, prove documentarie alla mano, che ogni previsione fatta dal Partito era stata giusta; nello stesso tempo, non si permetteva che restasse traccia di notizie o opinioni in contrasto con le esigenze del momento. La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva."

Milano, 22 luglio 2003. Sul numero 20 di Panorama del 15 maggio 2003, alle pagine 1 e 36, sono state pubblicate due immagini del premier Silvio Berlusconi (nonché editore del settimanale), che raffigurano il presidente del Consiglio ripreso di spalle nell’aula del tribunale di Milano durante una sua dichiarazione spontanea. La foto di copertina e quella interna differiscono, perché nella prima l’immagine della nuca dell’uomo politico è stata ritoccata e mostra il premier diversamente dalla realtà con abbondante capigliatura. Il presidente dell’Ordine, Franco Abruzzo, ha avviato una istruttoria sulla vicenda, che presenta aspetti almeno sconcertanti. Il Consiglio (unanime), archiviando il procedimento, ha ritenuto, comunque, di non dover sanzionare una piaggeria di Carlo Rossella verso il suo editore-presidente. La piaggeria non è un illecito disciplinare, anche se è qualcosa di peggio sul piano morale individuale. Sarà valutata successivamente la posizione del fotoreporter Luigi Nocentini, che ha "firmato" la foto "taroccata" del premier. Secondo il difensore di Rossella "…..Appare evidente che se manipolazione vi è stata, cosa che non si esclude, essa non è certamente avvenuta presso la redazione di Panorama…".

Qualcuno (Piero Ricca) ha avuto il coraggio di dire ad Emilio Fede: "Lei è la vergogna del giornalismo italiano"

"Guardando quella faccia senza occhi, quella mascella che si alzava e si abbassava rapidamente, Winston ebbe la curiosa sensazione che non si trattasse di un uomo ma di un fantoccio. A parlare non era il suo cervello, ma la laringe. Quelle che gli uscivano di bocca erano parole, ma non si trattava di un discorso nel vero senso della parola, erano rumori emessi meccanicamente, come lo starnazzare di un’anatra."

Emilio Fede

8) "E se tutto ciò peggiorava , naturalmente, a mano a mano che il corpo invecchiava, non costituiva comunque il segno che non era questo l’ordine naturale delle cose, se era vero che il cuore vi veniva meno per lo sconforto, la sporcizia, la scarsità di ogni bene, per gli inverni interminabili, i calzini che si attaccavano alle scarpe, gli ascensori che non funzionavano mai, l’acqua gelata, il sapone che sembrava fatto con la sabbia, le sigarette che si sbriciolavano fra le dita, il cibo dal sapore strano, malefico? Come sarebbe potuto apparire intollerabile, tutto ciò, se non si fosse conservato una sorta di ancestrale ricordo che le cose un tempo erano state diverse?"

Napoli, invasa dall'immondizia.

9) "Al matrimonio si riconosceva il solo scopo di procreare figli da mettere al servizio del Partito. Il rapporto sessuale doveva essere considerato un atto di scarsa importanza e vagamente disgustoso, come un clistere. Anche questo fatto non veniva mai espresso a chiare note, ma lo si inculcava in ogni membro del Partito fin dall’infanzia. Vi erano perfino associazioni, come la Lega Giovanile Antisesso, che propugnavano la totale castità per i membri di entrambi i sessi. […] l’ideologia complessiva del Partito, che si sforzava di distruggere l’istinto sessuale."

Angelo Bagnasco , in una sua critiana e fraterna immagine (Pontevico, 14 gennaio 1943), è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo metropolita di Genova

10) "Se c’è una speranza scrisse Winston, questa risiede fra i prolet. […] Finché non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza. […] Naturalmente, il Partito pretendeva di aver liberato i prolet dalla schiavitù. Prima della Rivoluzione, i prolet erano stati orribilmente oppressi dai capitalisti, erano stati frustati e ridotti alla fame, le donne costrette a lavorare nelle miniere di carbone (se era per questo, le donne lavoravano ancora nelle miniere di carbone), i bambini venduti alle fabbriche all’età di sei anni. Nello stesso tempo, però, conformemente ai principi del bipensiero, il Partito insegnava che i prolet erano esseri inferiori per natura e che , come gli animali, dovevano essere tenuti in soggezione mediante l’applicazione di poche e semplici regole. In effetti, dei prolet non si sapeva granché. Non era necessario. Finché continuavano a lavorare e generare, le altre cose che facevano non avevano grande importanza. Lasciati a se stessi, come bestiame in libertà nelle pianure argentine, avevano sviluppato uno stile di vita che pareva gli si confacesse alla perfezione, una specie di modello ancestrale. Nascevano, vivevano in topaie, cominciavano a lavorare a dodici anni, attraversavano un fiorente quanto breve periodo di bellezza e di desiderio sessuale, a vent’anni si sposavano, a trenta erano già uomini e donne di mezz’età per poi morire, quasi tutti a sessant’anni. Il lavoro pesante, la cura della casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte. […] Non era auspicabile che i prolet avessero forti sentimenti politici. Da loro non si richiedeva altro che un po di patriottismo primitivo al quale poter fare appello tutte le volte in cui era necessario fargli accettare un prolungamento dell’orario di lavoro o diminuire le razioni di qualcosa. Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché, privi com’erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi."

Otto Griebel, Die Internationale, 1928-1930, Berlin
Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato, 1868-1907 Volpedo (Alessandria)

Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 sette operai dello stabilimento di Torino della ThyssenKrupp vengono investiti da una fiammata generata da una fuoriuscita di olio bollente. I sette moriranno nel giro di un mese, mentre un altro operaio resta ferito in maniera non grave. Critiche all'azienda sono state sollevate da più parti, sia perché alcuni degli operai coinvolti nell'incidente stavano lavorando da 12 ore, avendo quindi accumulato 4 ore di straordinario, sia perché secondo le testimonianze di alcuni operai i sistemi di sicurezza non hanno funzionato (estintori scarichi, idranti malfunzionanti, mancanza di personale specializzato). L'azienda ha smentito che all'origine dell'incendio vi sia una violazione degli standard di sicurezza.

11) "Ciò che veramente caratterizzava la vita moderna non era tanto la sua crudeltà, né il generale senso d’insicurezza che si avvertiva, quando quel vuoto, quell’apatia incolore. A guardarsi intorno, ci si rendeva conto che la vita non aveva nulla in comune, non solo con quel torrente di menzogne che fluiva dai teleschermi, ma nemmeno con il programma ideale del Partito"

12) "Prese il libro di storia per bambini e guardò il ritratto del Grande Fratello che campeggiava sul frontespizio. I suoi occhi lo fissarono, ipnotici. Era come se una qualche forza immensa vi schiacciasse, qualcosa che vi penetrava nel cranio e vi martellava il cervello, inculcandovi la paura di avere opinioni personali e quasi persuadendovi a negare l’evidenza di quanto vi trasmettevano i sensi."

Il Presidente degli Stati Uniti d'America, l'11 Settembre 2001, durante l'attacco alle Torri Gemelle, è in una scuola "Booker School" con un libro a rovescio in mano, come si evince dall'immagine. Sta quindi fingendo di leggere con una bambina.

13) "Stavano parlando della Lotteria. Dopo aver proseguito per altri trenta metri, Winston si voltò a guardarli. Discutevano ancora appassionatamente, i volti accesi dalla disputa. La Lotteria, con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico con il quale i prolet nutrissero un serio interesse. In tutta probabilità, vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici."

Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile

14) "Sul campo di battaglia, nella camera della tortura, su una nave che sta per colare a picco, i motivi per cui state combattendo sono sempre dimenticati, perché il corpo si dilata fino a riempire di sé il mondo intero, e perfino quando siete paralizzati dalla paura o urlate per il dolore, la vita è una diuturna lotta contro la fame o il freddo, contro la mancanza di sonno, contro l’acidità di stomaco o il mal di denti."

15) "Chiunque controlli l’Africa equatoriale o i paesi del Medio Oriente, o l’India meridionale, o l’arcipelago indonesiano, può anche disporre dei corpi di decine o centinaia di milioni di lavoratori sottopagati e rotti alla fatica. Gli abitanti di queste regioni, ridotti più o meno esplicitamente alla condizione di schiavi, passano di continuo da un conquistatore all’altro e sono utilizzati, come avviene per il carbone ed il petrolio, nella corsa agli armamenti, all’accaparramento di nuove terre, al controllo di una maggiore quantità di manodopera e via discorrendo, all’infinito. […] Queste popolazioni non aggiungono nulla alla ricchezza mondiale, dal momento che tutto ciò che producono è utilizzato per fini bellici e che lo scopo di ogni conflitto è sempre quello di poter partire da posizioni di vantaggio nella guerra successiva. Ciò che viene prodotto da queste popolazioni ha l’effetto di accelerare il ritmo di uno stato di guerra ininterrotto. […] I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti. E in effetti l’unico modo per raggiungere un simile obiettivo erano stato di guerra perenne. Scopo essenziale della guerra è la distruzione, non necessariamente di vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini.[…] Nello stesso tempo, la consapevolezza di essere in guerra , e quindi in pericolo, fa sì chela concentrazione di tutto il potere nelle mani di una piccola casta sembri l’unica e inevitabile condizione per poter sopravvivere.

Lord of War - The life of a bullet

Enduring Freedom ("libertà duratura" in lingua inglese, acronimo OEF) è il nome ufficialmente utilizzato dal governo degli Stati Uniti d'America per designare alcune operazioni militari

"Nella sua qualità di dirigente, è spesso necessario che un membro del Partito Interno sappia che questo o quel particolare relativo alla guerra è falso, in più di un caso può avere coscienza che l’intero conflitto è una mistificazione, che o non esiste affatto o si combatte per fini del tutto diversi da quelli dichiarati. Una simile consapevolezza è agevolmente neutralizzata dalla tecnica del bipensiero."

Un esempio lampante credo possa essere quello della guerra in Iraq, la cui motivazione era la presenza di "armi di distruzione di massa" nel suolo iracheno. All'alba della cosiddetta guerra al terrorismo, la connotazione dispregiativa del termine venne sfruttata per motivare l'opinione pubblica statunitense a favore della guerra. Successivamente non impressionò più di tanto se le armi di distruzione di massa non furono mai ritrovate.

16) "Non credo che nel corso della nostra esistenza noi possiamo cambiare qualcosa, ma non è impossibile immaginare piccoli nuclei di resistenza che nascono qua e là, gruppetti di persone che si mettono insieme e poi lentamente infittiscono le proprie file, fino a lasciare dietro di sé una qualche traccia visibile. In tal modo la prossima generazione potrebbe riprendere il cammino là dove noi lo abbiamo interrotto.

17) "L’essenza del governo oligarchico non è l’eredità che passa di padre in figlio, ma la persistenza di una determinata visione del mondo e di un determinato modello di vita, che i morti impongono ai vivi. Un gruppo dirigente è tale finchè ha la possibilità di nominare i propri successori. Al partito non interessa perpetuare il proprio sangue, ma se stesso. Non è importante chi detenga il potere, purchè la struttura gerarchica resti immutata. Tutte le convinzioni, i costumi, i gusti, le emozioni, gli atteggiamenti mentali che caratterizzano il nostro tempo sono stati in realtà programmati al solo fine di sostenere la mistica del Partito e di impedire che venga colta la vera natura della società contemporanea. […] Da parte dei proletari, in particolare, non vi è nulla da temere: abbandonati a se stessi, continueranno, generazione dopo generazione, secolo dopo secolo, a lavorare, generare e morire, privi non solo di qualsiasi impulso alla ribellione, ma anche della capacità di capire che il mondo potrebbe essere diverso da quello che è.

Antonio Bassolino. Il 31 luglio 2007 è stato richiesto il rinvio a giudizio dalla Procura della Repubblica di Napoli per i presunti reati che avrebbe commesso durante il periodo tra il 2000 e il 2004 come commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania. È stato criticato perché la Regione Campania ha effettuato operazioni economiche ritenute svantaggiose con la Banca UBS, presso cui lavora il figlio Gaetano Bassolino, all'interno del settore che si occupa degli investimenti delle pubbliche amministrazioni. Il consulente finanziario della trasmissione Report (trasmessa il 14 ottobre 2007) ha affermato che l'operazione è costata alla Regione Campania 28 milioni di euro[8] di costi impliciti, trasferendo però questo debito sulle gestioni future.

Massimo Cacciari.Fu sindaco di Venezia dal 1993 al 2000. Nel 2000 tentò di diventare presidente della Regione Veneto, uscendone sconfitto. Nel 2005, a sorpresa, annunciò la sua intenzione di ricandidarsi a sindaco di Venezia. I partiti di sinistra dell'Ulivo avevano però già raggiunto l'accordo per la candidatura unitaria del magistrato Felice Casson, ma Cacciari dichiarò di voler andare avanti anche a costo di spaccare l'unità della coalizione, cosa che effettivamente successe: Cacciari venne sostenuto da UDEUR e Margherita. La sua azione di sindaco, portata avanti con modi superbi e arroganti (stile che contraddistingue le sue interviste) nella città veneziana, verrà ricordata per l'incapacità di istituire un parco naturale protetto nella laguna di Venezia e per non aver saputo tutelare la salute dei propri cittadini, riducendo l'inquinamento devastante che caratterizza la terraferma veneziana, soffocata tra Petrolchimico e tangenziale di Mestre. La Regione Veneto, quindi può contare tra gli altri sui bellissimi parchi dei Colli Euganei, dei Monti Lessini, del Delta del Po, delle Dolomiti, ma non su un Parco naturale protetto della Laguna. Inoltre in questi anni delicati per la città di Venezia, non ha adottato nessuna politica efficace per incentivare i giovani veneziani a restare nella città insulare, e non ha contrastato la speculazione edilizia delle grandi multinazionali a Venezia. Massino Cacciari, usualmente viene presentato come filosofo. Per me è un "laureato in filosofia".

18) Il bipensiero implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe. […] Sa quindi di essere impegnato in una manipolazione della realtà, e tuttavia la pratica del bipensiero fa sì che egli creda che la realtà non venga violata. Un simile procedimento deve essere conscio, altrimenti non potrebbe essere applicato con sufficiente precisione, ma la tempo stesso ha da essere inconscio, altrimenti produrrebbe una sensazione di falso e quindi un senso di colpa. Il bipensiero consiste nel fare uso di una forma consapevole di inganno, conservano al tempo stesso quella fermezza di intenti che si accompagna alla più totale sincerità. Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.

Ecco un esempio pratico di "bipensiero" praticata da Clemente Mastella:

I.) I dati oggettivi:

a) Il 17 gennaio 2008 conferma le sue dimissioni e concede in un primo momento l'appoggio esterno al governo. b) Il 21 gennaio 2008 apre la crisi di governo durante un comunicato stampa dalla sede dell'UDEUR dichiarando di lasciare la maggioranza dopo 2 anni. c) Il 23 gennaio 2008 l'UDEUR si astiene sul voto di fiducia alla Camera dei deputati. d) Il 24 gennaio 2008 il governo cade a seguito del voto contrario alla fiducia. Votano contro la fiducia due dei senatori dell'UDEUR, due dei senatori dei Liberal Democratici, Domenico Fisichella e Franco Turigliatto, tutti eletti nello schieramento di centro-sinistra.

II) Manipolazione della verità attraverso la pratica del "bipensiero":

Dal Blog di Clemente Mastella 8 Aprile 2008

CARO ROMANO NON SONO STATO IO A TRADIRTI

Ho letto con molta attenzione, questa mattina, le analisi del Presidente Romano Prodi sul quotidiano La Stampa e per questa ragione ho deciso di rispondere.Caro Romano, non sono io ad averti tradito, ma chi ha lavorato per mandarti a casa logorando la tua e la nostra azione di governo. Condivido, infatti, in larga parte le considerazioni di Prodi, soprattutto, quando individua in alcune forze politiche la responsabilità di aver minato l’azione dell’esecutivo, con dichiarazioni ed atteggiamenti istituzionalmente opinabili. Quanto a me, ricordo di essere stato oggetto, sin dal mio insediamento, di una campagna di delegittimazione portata sistematicamente avanti da una parte della coalizione, e assecondata da quegli stessi organi “padronali” dell’informazione, acerrimi nemici del professore bolognese, che strumentalizzando inchieste giudiziarie, rilevatesi poi prive di ogni fondamento, hanno decretato la mia panchina politica. Nelle circostanze in cui è maturato il mio accerchiato e sono stato costretto ad alzare bandiera bianca, ho dovuto registrare un’avara solidarietà umana e scarse solidarietà politiche, proprio da coloro che hanno lavorato per la fine della tua esperienza di governo. Nei tuoi riguardi, caro Romano sono sempre stato leale e ti conferma anche oggi la mia piena stima."

Leggendo "1984", ho capito, che esiste un punto di non ritorno: ed è quando le persone non possono più capire, perchè sono compromesse e la realtà è stata manipolata in modo irreversibile.

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